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26/05/2017

Università degli studi di Verona

Una nuova normalità

Editoriale Maggio 2017

Una nuova normalità (Editoriale Maggio 2017)
di Domenico Secondulfo
 
Il recente rapporto Istat certifica la nuova normalità della nostra società, figlia della crisi economica e gli dei processi di immigrazione. Si è ricostituita una nuova classe disagiata non più composta dai soggetti sociali che in passato tradizionalmente la popolavano, come prodotto dei processi di mutamento che ci hanno investito negli ultimi 10 anni. Un altro risultato di questo mutamento è la scomparsa della piccola borghesia, scomparsa che comunque si inserisce nel più ampio tema dell'impoverimento e della ristrutturazione della classe media, dal punto di vista economico esiste ancora, naturalmente, una fascia tra area del disagio e borghesia, ma scompare la piccola borghesia come entità socio-culturale, con proprie abitudini e visioni del mondo. Le indagini dell'Osservatorio ovviamente convergevano  verso questo risultato già da qualche, anno utilizzando un indicatore più flessibile e sensibile del reddito, cioè le strategie di acquisto. Il processo di polarizzazione era già stato rilevato qualche anno fa e, attualmente, abbiamo potuto rilevare il consolidamento di tre grossi gruppi di famiglie: quelle in stato di decisa povertà, quelle in grande difficoltà ma con ancora qualche strategia di resilienza da mettere in gioco, è la grande classe media, o quello che ne resta, stretta nel mito della qualità e nella difesa dei vecchi stili di vita che, nella sua parte superiore, si differenzia, dal punto di vista culturale, tra strategie volte alla qualità e alla salute, e strategie volte alla fiducia e alla cortesia dei negozianti, quindi al riconoscimento sociale. Risultato più interessante, a mio parere, è quello della polarizzazione e, soprattutto, del consolidamento di un nuovo strato disagiato, composto delle famiglie in stato di povertà e da quelle che sono a rischio di cadervi, ma che non possiamo chiamare ceto o classe, mancando, a differenza del passato, un legante culturale o di pratiche e visione della società, stiamo parlando di una quota che arriva quasi al 30%, e questa forse è la novità più grossa ed anche la peggiore.

Direzione: D. Secondulfo
OSCF Osservatorio sui consumi delle famiglie - SWG S.p.a.
Contatti
lorenzo.migliorati@univr.it - francesca.setiffi@unipd.it
Fax 045 8028039
 
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