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10/09/2015

Università degli studi di Verona

Editoriale Settembre 2015

La crisi e le cene con i non-amici…e le caramelle?

La crisi e le cene con i non-amici…e le caramelle?
di Debora Viviani 
 
I dati del 2013 (presenti nella prima newsletter del 2014 (http://www.consumi-osservatorio.it/it/newsletter/28) evidenziavano diverse scelte dettate dalla crisi anche nell’ambito dei momenti ludici e conviviali, come le cene con gli amici. Nel tentativo di risparmiare, gli intervistati nel 2013 hanno indicato tra le strategie utilizzate organizzare cene a casa propria con gli amici, ovvero, andare a casa di amici a cena. Questa trasformazione dei momenti conviviali in cene preparate all’interno della propria casa, va di pari passo con la crescita (segnalata anche dall’ISTAT) dei consumi di materie prime (come farina, miele, preparati per dolci) e con la riduzione degli acquisti di prodotti precotti (con una correlata attenzione alla dimensione della salute di cui abbiamo già parlato).
Tali cambiamenti hanno portato alla nascita di un vero e proprio Social Eating. Alla stregua del Car sharing e simili, esiste ora un portale (gnammo.com) che, come si legge dal sito, offre la possibilità a tutti di organizzare pranzi, cene ed eventi a casa propria o in qualsiasi location privata. L’obiettivo? Mettere alla prova la propria capacità in cucina e conoscere nuovi amici.
È questo indubbiamente l’ennesimo esempio della “capacità imprenditoriale e della determinazione” dei consumatori di trovare risposte alla crisi, ma questo, a mio avviso, prosegue il (forse) pericoloso processo di trasformazione delle relazioni sociali iniziato già alcuni anni fa dai social network.
Così come facebook, ad esempio, racchiude in modo generalizzato sotto la categoria “amici” persone più o meno conosciute (realmente), gnammo permette di invitare a cena a casa propria persone mai viste prima.
Questo evidenzia la necessità di riflettere su come sono cambiate le relazioni sociali. Invitare persone a cena a casa propria ha sempre significato condividere “la propria intimità”, il proprio spazio personale.
Una parte del dibattito sociologico degli ultimi anni ritiene che la crisi abbia reso più intime le relazioni sociali. Io ritengo, invece, che, e questo ne è un esempio, le relazioni si siano allargate, ma non necessariamente significa che siano diventate più intime e profonde. Ritengo, infatti, che rapporti personali e rapporti impersonali siano ora implosi, trasformando momenti (e/o luoghi) pubblici (virtuali), in momenti (e/o luoghi) privati…così come accade ora con le cene a casa propria.
…E pensare che i miei genitori mi hanno sempre detto: “ mi raccomando! Non accettare mai caramelle dagli sconociuti!” 
..ma esistono ancora gli sconosciuti?
 

 

Direzione: D. Secondulfo
OSCF Osservatorio sui consumi delle famiglie - SWG S.p.a.
Contatti
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