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Osservatorio sui
consumi delle famiglie

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Editoriale Luglio 2015

EXPO2015: ALLA SCOPERTA DEL CIBO…

EXPO2015: ALLA SCOPERTA DEL CIBO…
di Debora Viviani

Una visita ad expo2015 è forse d’obbligo perché italiani, è forse d’obbligo perché di cibo, salute, natura e pianeta, ci occupiamo tutti noi quotidianamente, vivendo. Ma, sicuramente, una visita ad expo2015 è d’obbligo per chi, come me, si occupa di sociologia e cibo.
Il cibo è il protagonista e il protagonista è anche il messaggio: attraverso anche il cibo si deve pensare alla salute e alla sopravvivenza dell’ambiente, rivalutando gli alimenti, cercando di capire come sfruttare, come non sprecare le risorse, etc.
In realtà, forse, exop2015 appare più come una carrellata di paesi, delle culture e delle tradizioni dei paesi, e il cibo, perchè elemento della cultura materiale, ne diventa un aspetto fondamentale.
Alcune mie personali impressioni.
La spettacolarizzazione del cibo è qui portata all’estremo. Sembra un po’ di essere a Gardaland o in un qualsiasi altro parco di divertimenti, con luci, installazioni, colori. Un grande show dove il pane, i pomodori, il formaggio, le spezie, per dirne alcuni, sono i protagonisti. In alcuni padiglioni il cibo non compare neppure.
È, infatti, sorprendente e molto interessante che, nell’insieme, per parlare di alimentazione (ed alimenti) si possa spaziare da un orto coltivato, da un cesto di frutta, ad un tavolo imbandito (con i piatti vuoti), ad un temporale che fa crescere i frutti ovvero ad un enorme reticolo in acciaio che riproduce un alveare.
C’è il cibo, e non c’è. È visibile, è presente, eppure non c’è.
I padiglioni secondo me più emozionanti sono quelli orientali, che, pur utilizzando (belle) strumentazioni futuristiche, riescono a creare un ambiente non freddo, non lontano dallo spettatore, ma fanno rivivere le sensazioni, i colori e le espressioni della cultura locale.
Le installazioni sono sicuramente lo strumento usato in assoluto dalla maggior parte dei padiglioni. Per come è offerto allo spettatore, il cibo è nella sua esibizione cibo futuristico. C’è da dire però che la semplice visione di un video poco coinvolge, forse perché poco corrisponde al nostro nuovo modo di percepire e cogliere le informazioni oggi. Largo spazio quindi all'intrattenimento e al coinvolgimento virtuale di chi guarda.
Di certo la varietà (di persone, di culture, di colori, di suoni, di immagini…e di cibo) esiste ad expo e riempie l’animo e lo spirito…non aspettatevi però vi riempia anche lo stomaco. Il cibo non si mangia più. Si guarda.


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