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Osservatorio sui
consumi delle famiglie

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Editoriale - Marzo 2015

Gioco d'azzardo e simili..basta premi?

GIOCO D’AZZARDO E SIMILI…BASTA PREMI?
(di Debora Viviani)

I dati dell’OSCF nella ricerca svolta a Verona alla fine del 2014 ci dicono che la situazione economica del territorio veronese è migliore rispetto al resto d’Italia. Emerge anche però che più i veronesi percepiscono la propria situazione familiare come una situazione difficile, più il gioco (inteso come bingo, lotto, superenalotto, etc) appare come una possibile strategia di risposta al momento. Vissuto come un tentativo per trovare la fortuna, i veronesi che ritengono di vivere in una condizione difficile chiedono, quindi, aiuto alla dea bendata. Dato questo che peraltro conferma la tendenza nazionale, poiché, in questo senso, gli ultimi dati OSCF rilevano che chi si trova in difficoltà e chiede aiuti economici ad altri, cerca la fortuna anche nel gioco d’azzardo.
In questo ultimo periodo sono apparsi sui giornali del territorio veronese articoli inerenti il gioco d’azzardo e ha suscitato scalpore l’episodio nel quale la Guardia di Finanza ha fermato un torneo di calcio balilla che prevedeva premi in denaro.
Senza entrare nel merito dell’azione svolta dalla Guarda di Finanza, ciò che è sorprendente è che, come afferma l’organizzatore, le iscrizioni a questo torneo sono aumentate in seguito alla decisione di predisporre premi in denaro (sulla base delle iscrizioni al torneo stesso).
Il puro momento ludico sembra essersi trasformato in un modo per fare soldi. Ma che soldi? Poca roba se si pensa che i premi non raggiungevano neppure i 100 euro.
Questo va di pari passo con un altro importante dato che emerge dalla ricerca su Verona. Ovvero che i veronesi che hanno ricevuto il bonus fiscale di 80 euro previsto dal governo Renzi, non lo utilizzano per fare acquisti, ma questo viene accantonato.
Non solo. In alcuni supermercati, la raccolta bollini si è trasformata  in un modo per avere buoni spesa. Basta pentole, piatti o piccoli elettrodomestici, i bollini trasformano la fedeltà del cliente in buoni sconto per la spesa successiva.
Tutto questo è sintomo di un malessere che ha trasformato i premi, le ricompense e le vincite, da un surplus, ad un modo per risolvere un problema, per tappare un buco, anche piccolo, economico. Ma se i premi e le ricompense sono ciò che realmente ci serve, che premi sono?

http://www.larena.it/stories/Home/1043203_no_al_torneo_di_calcio_balilla_coi_premi__gioco_dazzardo/?refresh_ce#scroll=1300


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